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IRPEF 2026: 10 Domande Frequenti sui Nuovi Scaglioni

Team Scadero
Autore
6 giugno 2026
Data di pubblicazione

IRPEF 2026: 10 domande frequenti sui nuovi scaglioni

La riforma IRPEF 2026 è entrata a regime con la Legge di Bilancio 2026 e porta con sé novità concrete per milioni di contribuenti italiani. Per i commercialisti, questa stagione dichiarativa significa rispondere alle stesse domande decine di volte — clienti preoccupati, titolari di partita IVA in attesa di calcoli, dipendenti che vogliono capire se guadagnano o perdono.

Questa guida raccoglie le 10 domande più frequenti che arrivano in studio, con risposte dirette e numeri precisi. Puoi usarla come riferimento interno o condividerla con i tuoi clienti via portale.


1. Cosa sono gli scaglioni IRPEF e come funzionano?

Gli scaglioni IRPEF sono le fasce di reddito a cui si applica un'aliquota progressiva. Ogni scaglione tassa solo la quota di reddito che lo supera, non il reddito totale. Dal 2025, con la Legge di Bilancio 2024, il sistema è passato da quattro a tre scaglioni. La Legge di Bilancio 2026 ha ulteriormente ridotto l'aliquota intermedia.


2. Quali sono i nuovi scaglioni IRPEF 2026?

Dal 1° gennaio 2026, le aliquote IRPEF sono:

Scaglione di reddito Aliquota
Fino a 28.000 € 23%
Da 28.000 € a 50.000 € 33% (era 35%)
Oltre 50.000 € 43%

La novità principale è la riduzione di 2 punti percentuali per il secondo scaglione: dal 35% al 33%. Per un reddito di 40.000 €, questo equivale a un risparmio di circa 240 € l'anno rispetto al 2024.


3. Chi beneficia concretamente della riforma?

Beneficiano maggiormente i contribuenti con reddito compreso tra 28.000 € e 50.000 € — il cosiddetto ceto medio. Si tratta di:

  • Lavoratori dipendenti con redditi medi
  • Soci di SNC e SAS
  • Professionisti con redditi nella fascia intermedia
  • Piccoli imprenditori

Il risparmio effettivo varia da 40 € a 440 € annui a seconda del reddito complessivo.


4. Ci sono limitazioni per i redditi elevati?

Sì. Per i contribuenti con reddito complessivo superiore a 200.000 €, la Legge di Bilancio 2026 introduce un taglio di 440 € alle detrazioni sugli oneri al 19%, con alcune eccezioni:

  • Spese sanitarie: escluse dal taglio
  • Premi assicurativi per rischio calamità: esclusi
  • Erogazioni liberali ai partiti politici: non escluse

In pratica, oltre i 200.000 € di reddito, il beneficio dell'aliquota ridotta viene in parte compensato da detrazioni ridotte.


5. Come cambia la detrazione per lavoro dipendente nel 2026?

La detrazione per lavoro dipendente prevista dall'art. 13 TUIR è stata incrementata:

  • Per redditi fino a 15.000 €: sale a 1.955 € (era 1.880 €)
  • La no tax area per i lavoratori dipendenti si allinea di fatto a 8.500 €

Per i pensionati over 75, la no tax area rimane a 8.500 €. Questo significa che molti lavoratori con redditi bassi non pagheranno IRPEF o ne pagheranno una quota minima.


6. Il riordino delle detrazioni riguarda anche le spese mediche del 730?

No. Il riordino delle detrazioni introdotto per i redditi sopra i 75.000 € — che introduce un tetto complessivo alle spese detraibili modulato per reddito e carichi familiari — non include le spese sanitarie. Le spese mediche restano detraibili al 19% senza limiti aggiuntivi legati al reddito.

Per tutti gli altri oneri detraibili al 19% (interessi sui mutui, spese funebri, premi assicurativi, etc.), il calcolo delle detrazioni per i redditi sopra 75.000 € richiede attenzione: il tetto varia da 14.000 € a 0 € a seconda del reddito e della presenza di figli fiscalmente a carico.


7. Come funziona il meccanismo del tetto alle detrazioni per redditi sopra 75.000 €?

La Legge di Bilancio 2025 ha introdotto un importo massimo di detrazioni per oneri al 19%, applicabile dal 2025. Il calcolo dipende da due variabili:

  1. Reddito complessivo: più alto è il reddito, più basso è il tetto
  2. Numero di figli fiscalmente a carico: ogni figlio alza il tetto

Per un contribuente senza figli con reddito tra 75.000 € e 100.000 €, il limite è 14.000 € di oneri detraibili. Oltre i 100.000 €, scende a 8.000 €. Oltre 200.000 €, c'è anche il taglio aggiuntivo di 440 € citato sopra.

Questo meccanismo richiede un calcolo preciso in fase di compilazione del 730 o del Modello Redditi: è uno dei punti in cui il valore del commercialista è più evidente rispetto alla compilazione autonoma del precompilato.


8. Quali sono le scadenze chiave del 2026 da comunicare ai clienti?

Per la stagione dichiarativa 2026:

  • 30 aprile 2026 — disponibilità del 730 precompilato online
  • 14 maggio 2026 — apertura invio 730 (con o senza modifiche)
  • 30 settembre 2026 — scadenza invio Modello 730 tramite CAF/commercialista e scadenza adesione Concordato Preventivo Biennale 2026-2027
  • 2 novembre 2026 — scadenza Modello Redditi precompilato

Ricorda che la delega è obbligatoria prima di qualsiasi accesso ai dati precompilati del cliente.


9. Il Concordato Preventivo Biennale 2026-2027 è compatibile con la nuova IRPEF?

Sì. Il CPB 2026-2027 scade anch'esso al 30 settembre 2026 e si applica ai contribuenti che applicano gli ISA (Indici Sintetici di Affidabilità). La proposta di concordato viene calcolata dall'Agenzia delle Entrate tramite il software "Il tuo ISA 2026 CPB".

Dal 2025, i forfettari non possono più aderire al CPB. I nuovi scaglioni IRPEF incidono sulla base imponibile su cui si calcola il vantaggio/svantaggio dell'adesione: un'analisi caso per caso rimane indispensabile.


10. Come può Scadero aiutare il mio studio a gestire questa stagione dichiarativa?

La stagione 730 genera un picco di comunicazioni: raccolta documenti, promemoria scadenze, conferme di delega, notifiche di pagamento. Gestire questo volume manualmente — telefonate, email, messaggi WhatsApp uno ad uno — costa ore ogni giorno.

Con Scadero puoi:

  • Inviare promemoria automatici ai clienti per le scadenze del 730, con template personalizzati per reddito e tipologia di dichiarazione
  • Tracciare lo stato di ogni pratica da un'unica dashboard, senza fogli Excel o post-it
  • Avvisare i clienti via app quando la dichiarazione è pronta per la firma o il pagamento è in scadenza
  • Segmentare la comunicazione per tipologia di cliente (dipendenti, partite IVA, pensionati) così ogni messaggio arriva al momento giusto

Per una stagione dichiarativa meno stressante: esplora le funzionalità di Scadero o confronta i piani disponibili.


Domande frequenti

I nuovi scaglioni IRPEF 2026 si applicano anche ai redditi 2025?
No. La riforma si applica ai redditi percepiti nell'anno 2026. La dichiarazione 2026 (modello 730/2026 o Redditi 2026) riguarda i redditi 2025 e usa le aliquote 2025. I nuovi scaglioni 2026 si vedranno nella dichiarazione che presenterai nel 2027.

Il secondo scaglione passa al 33% per tutti o solo per alcune categorie?
La riduzione al 33% (dal 35%) vale per tutti i contribuenti che rientrano nel secondo scaglione (28.001 € – 50.000 €), indipendentemente dalla fonte del reddito: lavoro dipendente, lavoro autonomo, impresa, pensione.

Un lavoratore dipendente con reddito di 35.000 € quanto risparmia?
Sul reddito compreso tra 28.000 € e 35.000 € (7.000 €), l'aliquota scende dal 35% al 33%: risparmio lordo di 140 €. A questo si aggiunge il miglioramento della detrazione per lavoro dipendente. Il risparmio netto effettivo dipende dalla situazione fiscale complessiva.

Cosa succede alle detrazioni al 19% per redditi tra 75.000 € e 200.000 €?
Entrano nel calcolo del tetto introdotto dalla Legge di Bilancio 2025. Le spese sanitarie sono escluse. Per gli altri oneri, il commercialista deve verificare che il totale delle detrazioni non superi il limite previsto per quel livello di reddito.

Dove trovo i documenti ufficiali sull'IRPEF 2026?
Sul portale dell'Agenzia delle Entrate nella sezione dedicata al Modello 730 2026 e al Modello Redditi 2026. Le istruzioni ai modelli contengono i calcoli ufficiali delle aliquote e delle detrazioni.


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